Dopo l’oscido Oppai 2, torna dopo una breve pausa Illusion con un gioco decisamente più elaborato. Ma di quanto?
Interact Play VR insegna
Come avete intuito dal titoletto in questione, Rapelay altro non è che il seguito non ufficiale di Interact Plat Vr, il gioco coi contenuti più violenti e immorali che si sia mai visto nella storia videoludica. Rispetto al suo “predecessore”, Rapelay è stato notevolmente alleggerito, mantenendo comunque inalterate le caratteristiche chiave che contraddistinguevano il titolo a cui si è ispirato. Vale a dire che impersonerete ancora un maniaco, rapirete delle ragazze e le….beh, non ci farete nulla di carino e piacevole, se non per voi. Chi non ha mai giocato a Interact Play Vr (e prequel), avrà capito che Rapelay esula dai classici hentai, per cui se state già inorridendo dopo queste poche righe, fermatevi pure con la lettura, mentre i curiosi e gli interessati possono pure proseguire.
VIUUULEEENZAA!
Sdrammatiziamo un po’ con questa citazione (inutile dire di chi) sia perchè stiamo pur sempre parlando di un videogioco, sia perché ora si passa alla descrizione approfondita del prodotto Illusion, per nulla facile date le sue caratteristiche.
Come già riportato, il protagonista è un maniaco che mette gli occhi su una famiglia composta interamente da donne e più precisamente da una madre e le sue due figlie, una delle quali minorenne. Quest’ultima è proprio la prima che prenderete di mira: fermo restando che la trama è risibile (oltre che poco comprensibile essendo interamente in giapponese, a meno che non usiate la patch traduttiva) e che ha inoltre una sua funzione ai fini dell’espansione del gameplay (in pratica una volta finito il gioco vengono attivate altre modalità poiché i personaggi oggetto del vostro interesse diventeranno delle schiave che faranno tutto quello che vorrete), le situazioni che vi si presenteranno con il primo personaggio saranno le medesime anche con i rimanenti. Le sezioni in cui lo story mode è suddiviso sono più o meno identiche a quelle di Interact Play Vr e indubbiamente lasciano un po’ di amaro in bocca per chi s’aspettava qualcosa di nuovo. S’inizia alla stazione ferroviaria, dove è possibile zoomare sulla ragazza e alzarle la gonna, si prosegue sul treno dove iniziano le molestie (che brutta parola, ma non possiamo fare a meno di usarla per la comprensione delle meccanica di gioco) e si finisce in uno scenario al chiuso o all’aperto dove si svolge la fase più hard di Rapelay.
Entrando nei particolari, la sequenza a bordo del treno è breve ma molto interattiva: si può toccare la ragazza quasi ovunque (zone “interessanti” comprese) e svolgere diverse azioni concatenate che prima o poi vengono interrotte dalla vittima. L’obbiettivo in questo livello è quello di eccitare e svestire il più possibile il personaggio, dopodichè si passa alla sequenza successiva. In quest’ultima fase avviene la violenza vera e propria, abbastanza impressionante per il realismo con cui avviene, gemiti e pianti della ragazza compresi; l’interazione non è molto alta ma ci sono diverse opzioni per far pronuciare diverse frasi al protagonista e per concludere in vario modo il rapporto sessuale. Conclusa la prima parte si accede alle altre due restanti che si svolgono in maniera del tutto identica, con somma gioia, o meglio tristezza, di chi detesta la ripetitività. Sequenze d’intermezzo con immagine fisse e testo sono incluse tra e in ogni capitolo, giusto per dare un senso agli avvenimenti su schermo. Completato lo story mode, viene fornito un save date che permette di accedere all’H Mode, la modalità più interattiva di tutto il gioco. Qui potete fare tutto, ma proprio tutto, con le ragazze: potete decidere di fare sesso con uno, due o tutti i personaggi disponibili, sesso di gruppo con una donna e più uomini; scegliere lo scenario e le donne che vorrete. Una volta fatte le scelte che anticipano la modalità vera e propria, sarete liberi di comportarvi e di fare quello che vorrete. Nessun altro gioco Illusion vanta la mole di possibilità (non in senso assoluto, ma dal punto di vista quantitativo) che possiede l’H Mode di Repelay e ci metterete un po’ (anche se non moltissimo) ad esplorarlo totalmente.
Altra interessante modalità è l’Edit, che consente di creare una sorta di filmato decidendo quali scene e situazioni includere, ma non essendo interattiva vi stuferà presto.
Grafica e sonoro
Sotto questo aspetto ci si aspettava sicuramente di più da Illusion. Rispetto a Oppai 2 non è cambiato molto: i modelli poligonali sono meglio rifiniti, ma gli scenari sono sempre abbastanza poveri. Possibile che non si riesca a creare qualcosa di più complesso? Eppure non è che ci sia chissà quale quantità di dati da calcolare. Se non altro è stato svolto un discreto lavoro per le animazioni, mentre per quanto conerne il sonoro le musiche era meglio toglierle, mentre gli effetti e il parlato sono ottimi.
Il problema di Rapelay è che è limitato su sé stesso. La trama è decisamente chiusa e non consente di avere chissà quale gameplay e una profondità narrativa quanto un True Love o un Love Death: Real Time Lovers. E’ tutto molto ripetitivo e sempre concentrato sul sesso, come la maggior parte dei giochi Illusion del resto, ma ora si stà veramente esagerando. Non sarebbe molto meglio creare un’avventura alla True Love in 3D oppure una versione hentai di Doa Extreme Beach Volleyball? Finita la curiosità iniziale, disinstallerete Rapelay domandandovi come avete potuto perdere tutto questo tempo per uno dei giochi hentai più monotoni in assoluto. A qualcuno indubbiamente piacerà, ma anche per coloro che mostreranno interesse per il gioco, ben presto la noia avrà il sopravvento.